Galleria Franco Noero

PIAZZA CARIGNANO 2
10123, TORINO
ITALIA
VIA MOTTALCIATA 10/B
10154, TORINO
ITALIA

Robert Mapplethorpe
11 Columbia, Monaco

28 aprile — 24 giugno 2016

La Galleria Franco Noero ha l’onore di essere ospitata da 11 Columbia per una nuova personale di Robert Mapplethorpe, mostra che continua la collaborazione tra la galleria italiana e The Robert Mapplethorpe Foundation.

 

Robert Mapplethorpe, straordinario e controverso esponente dell’avanguardia americana, è ancora oggi simbolo anticonformista di una contemporaneità senza tempo, avendo saputo impersonare un senso estremo di libertà che si esprime costantemente nell’intreccio tra la sua pratica artistica, gli aspetti privati e intimi della sua vita personale, i suoi compagni di strada, le celebrità e il pubblico.

 

Ci si imbatte sempre in qualcosa di nuovo osservando le ricchissime prospettive che l’artista ci ha lasciato attraverso il suo corpus di lavori, consentendoci di trovare interpretazioni inedite a dispetto dello scorrere del tempo e dei cambiamenti nel gusto. Una straordinaria grazia si rivela in aspetti della vita che possono essere svelati solamente superando i confini, senza mai diventare artefatti o troppo compiacenti, giocando con il piacere e con il non convenzionale, mettendo in luce l’apparenza delle cose e non tenendo mai nascosto il loro lato oscuro.

 

La selezione di fotografie in mostra è una sequenza di associazioni, somiglianze e contrasti declinati nelle composizioni e nei generi cari all'artista: ritratto, natura morta, nudi maschili e femminili, parti del corpo e sensualità. Si tratta di un viaggio che spazia dalla freschezza adamantina dell'occhio giovanile dell'artista negli Settanta, caratterizzati da una insaziabile curiosità nutrita dalla fame di scoperta, ai momenti più stratificati e sofisticati degli anni Ottanta, venati di sottile edonismo e sapiente raffinatezza. Nei suoi scatti si rivela costantemente una profonda passione per la scultura classica in dialogo con una acuta conoscenza della stessa: la precisione formale e stilistica è il terreno su cui Mapplethorpe dimostra la sua abilità di cogliere l'inaspettato e creare un senso di misterioso stupore, nel contrasto mozzafiato tra luce e ombra.

 

Ogni momento catturato dall’artista rivela un senso magico del peso e del movimento, nell’esibizione di posture forzate e corpi tesi che imitano la solitudine delle nature morte. Il desiderio evidente di Mapplethorpe di trattare esseri umani e oggetti inanimati con la medesima intenzione, rivelando una verità interiore attraverso la sensazionale percezione della sua visione e della sua approssimazione prostetica, la macchina fotografica, conduce a una magistrale modulazione di severi toni bianchi e neri che si fondono in un campo di lievi ombre di grigio in continuo mutamento.

 

 

“Non mi piace in particolare la parola ‘scioccante’. Quello che cerco è ciò che è inaspettato. Sono alla ricerca di cose che non ho mai visto prima.. Avevo la possibilità di scattare quelle fotografie. Ho sentito la necessità di farlo. “ (Robert Mapplethorpe, ARTNews 1988)

 

 

Robert Mapplethorpe (New York 1946 –Boston, MA 1989), ha studiato disegno, pittura e scultura al Pratt Institute di Brooklyn, per poi iniziare una carriera come artista e fotografo che lo ha portato ad esporre il suo lavoro in una innumerevole serie di mostre personali nelle Istituzioni di tutto il mondo, a partire dalla prima grande retrospettiva dedicatagli dal Whitney Museum of American Art di New York nel 1988, un anno prima della sua morte. Nello stesso anno Mapplethorpe ha dato vita alla Fondazione che porta il suo nome, dedicata a promuovere la fotografia, dare supporto ai Musei che la espongono, e a raccogliere fondi per la ricerca medica contro l’AIDS e contro le malattie ad esso correlate. Il lavoro dell’artista è presente nelle collezioni dei maggiori Musei internazionali e la sua importanza storica e sociale continua ad essere oggetto di rilevanti mostre personali nel mondo. Due prestigiose retrospettive gli sono attualmente dedicate al The J. Paul Getty Museum e al LACMA, entrambe a Los Angeles.

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