Galleria Franco Noero

PIAZZA CARIGNANO 2
10123, TORINO
ITALIA
VIA MOTTALCIATA 10/B
10154, TORINO
ITALIA

Gabriel Kuri
3.66

12 febbraio — 21 marzo 2009

3,66, terza mostra personale di Gabriel Kuri presso la Galleria Franco Noero, pone al centro dellʼattenzione la dialettica tra lo spazio fisico occupato dalla 'Fetta di Polenta' e la sua codificazione.


Il titolo della mostra si riferisce al valore percentuale espresso dallʼarea di una porzione di un grafico circolare a torta che corrisponde alla pianta triangolare degli spazi espositivi, nel tentativo da parte dellʼartista di annullare la distanza tra il tutto e le sue parti costituenti e tra la realtà dellʼesperienza e la sua traduzione in calcoli statistici.


Le opere occupano cinque piani dellʼedificio frammentandone i volumi interni, e colpiscono lo spettatore per lʼimpatto visivo immediato dato dai colori pieni, dai materiali semplici e ruvidi e dalle superfici levigate dalla pittura. Le opere stimolando una serie di riflessioni circolari sulle relazioni tra codici astratti - come quelli usati in economia- e gli elementi che regolano la vita di tutti i giorni di cui sono la rappresentazione.


Al pianterreno uno spicchio di cemento dipinto di giallo polenta alto da pavimento a soffitto riproduce in scala il volume dellʼedificio e incontra il visitatore proprio allʼingresso sulla strada. Ruotando attorno ad un palo di acciaio, non solo detta il modo di accesso, ma trasformandosi in una porta girevole riverberando la relazione dello stabile con i luoghi circostanti nellʼesperienza del singolo visitatore.


I lavori che si sviluppano progressivamente ai piani superiori si riferiscono ancora allʼidea delle diverse forme grafiche come rappresentazione delle codificazioni di un insieme di circostanze, di eventi, di fenomeni. Lʼuso di oggetti e materiali comuni – cestini gettacarta, un ombrello, cemento, acciaio, pittura di diverse qualità e colore - pongono lʼaccento sullʼesperienza del quotidiano come esperienza della realtà.


Tema centrale dellʼopera di Kuri è la relazione tra il tempo e gli oggetti che ne conservano i segni, e ritorna nelle opere esposte nella project room di Piazza Santa Giulia, una serie di nuove sculture composte con lastre di marmo contrapposte per colore e qualità di pietra, appoggiate alle pareti in maniera apparentemente precaria come ʻpuntelliʼ e, per contrappunto di qualità di materiale e peso, ʻimprigionandoʼ in esse scontrini o biglietti di carta di diverso colore.

 

Gabriel Kuri (Città del Messico, 1970) vive e lavora tra Città del Messico e Bruxelles. Tra le sue mostre collettive più recenti presso Istituzioni pubbliche: ‘When things cast no shadows’, V Biennale di Berlino (2008); ‘Unmonumental’, New Museum, New York; ‘Brave New World’, Walker Art Center, Minneapolis; ‘Expats and Clandestines’, Wiels Center for Contemporary Art, Brussels (2007); ‘Beating about the bush’, South London Gallery, Londra (2004), ‘Interludes’ 50° Biennale di Venezia, Venezia (2003). Tra le sue mostre personali ricordiamo quelle presso Sadie Coles HQ, Londra (2008); Esther Schipper, Berlino e Kurimanzutto, Città del Messico (2007).

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