Galleria Franco Noero

PIAZZA CARIGNANO 2
10123, TORINO
ITALIA
VIA MOTTALCIATA 10/B
10154, TORINO
ITALIA

Mark Handforth
After Nature

15 maggio — 14 ottobre 2017

After Nature è la terza personale di Mark Handforth a Torino presso la Galleria Franco Noero, che è onorata di presentare per la prima volta i suoi nuovi lavori negli spazi di Piazza Carignano.

 

Nel titolo della mostra sono racchiusi in maniera estremamente sintetica i temi che hanno ispirato la realizzazione delle nuove sculture e delle nuove opere luminose dell’artista, che, come afferma lui stesso, attingono ‘direttamente, inavvertitamente ed inevitabilmente’ a forme elementari che appartengono al mondo naturale.

 

Il dinamismo espresso dalla natura, nei suoi aspetti di continuo mutamento e riproduzione, suggerisce la tendenza all’iterazione, che si ritrova in forme astratte come i frattali ma anche in forme vive come felci, serpenti o vermi, un andamento associabile ad una progressione, ad una spirale, una forma che diventa contestualmente musa ispiratrice e motore del processo creativo dell'artista.

 

Le opere, concepite pensando alla sequenza di stanze sette-ottocentesche di Piazza Carignano, possono accostarsi parimenti a quella caratteristica tipica del Barocco e dei periodi immediatamente successivi che sviluppa forme desunte da elementi appartenenti alla natura: piante che mutano in forme animali o serpenti che si aggrovigliano parossisticamente possono fare capolino dai soffitti e dalle pareti affrescate, o ritrovarsi negli apparati decorativi, un mondo che altera le sue forme per rispondere al gusto e alla cultura alto-borghese dell’epoca.

 

Alla semplice ripresa dal vero di elementi tratti dal naturale viene a sostituirsi una sua rappresentazione tramite oggetti e forme analoghe, provenienti invece dal mondo post-industriale e dai suoi materiali, che si traducono in forme minimali e stilizzate che possono coesistere accanto o nello stesso contesto da cui traggono ispirazione.

 

Le sculture, come suggerisce il titolo stesso, si pongono quindi come sostituti degli elementi naturali, alludendo ad un allarmante e perverso futuro senza di essi.

 

In After Nature, Handforth unisce il rimando alla natura al costante riferimento al paesaggio urbano. Tramite variazioni di scala, dal formato più intimo a quello monumentale, e con la spirale come forma predominante, le sculture generano una potente energia che si propaga all’interno degli spazi, una tensione dinamica tra forme organiche e forme geometriche, fra concetti di immanenza e di cambiamento, tra il naturale e l’artificiale, l’astrazione e la rappresentazione simbolica.

 

La luce, altra caratteristica essenziale nel lavoro dell’artista, diventa elemento tangibile: fredda e artificiale come quella prodotta dai neon o calda e avvolgente come quella delle candele colorate, essa viene trattata sempre come parte integrante della plasticità delle sue sculture, modulando e trasformando sostanzialmente la percezione delle loro forme.

 

 

Mark Handforth (Hong Kong, 1969) vive e lavora a Miami. Il suo lavoro è stato presentato in importanti mostre personali e collettive in tutto il mondo, tra le quali: SMOKE, Museo d’Arte Contemporanea Villa Croce, Genova (2016); Sidewalk Island, Governors Island, New York; Drop Shadow, Mazarine invita Mark Handforth, Studio des Acacias, Parigi (2014); Horseshoe, Abbaye de Cluny, Cluny, Francia; Rolling Stop, Museum of Contemporary Art, North Miami (cat.); L’Etoile de Bagnolet, installazione permanente, Place de la Porte de Bagnolet, Parigi (2012); MCA Chicago Plaza Project, Museum of Contemporary Art, Chicago; Hessel Museum of Art, Bard College, New York (2011); Kunstnernes Hus (con Urs Fischer e Georg Herold), Oslo (2009); Concentrations 51: Mark Handforth, Dallas Museum of Art, Dallas, TX (2007); Kunsthaus Zürich, Zurigo (2005) Stroom Den Haag, L’Aia, Paesi Bassi (2005); Lamppost, commissione del Public Art Fund, New York (2003); Hammer Projects, UCLA Hammer Museum, Los Angeles, CA (2002). Tra le mostre collettive ricordiamo: 99 Cents or Less, MoCAD, Detroit, MI (2017); FRAC Poitou-Charentes, Poitou-Charentes (2016); Global Positioning Systems, Perez Art Museum, Miami, FL (2015); Joie de Vivre, Palais des Beaux-Arts, Lille (2015); Ugo Rondinone: I love John Giorno, Palais de Tokyo, Parigi (2015); Room To Live: Recent acquisitions and works from the collection, MOCA, Los Angeles (2013); Retour du monde, una commissione per il trasporto pubblico parigino, Musée d’art moderne et contemporain, Ginevra (2013); Hors les Murs, FIAC Jardin des Tuileries, Parigi (2012); Mapping the Studio: Artists from the François Pinault Collection, Palazzo Grassi/Punta della Dogana, Venezia (2009); Château de Tokyo/Tokyo, Redux, Ile de Vassivière (2008); The Uncertainty of Objects and Ideas, Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Washington DC (2006); 5 Milliards d’Années, Palais de Tokyo, Parigi (2006); Whitney Biennial, Whitney Museum of Art, New York (2004); Terminal 5, JFK Airport, New York (2004).

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