Galleria Franco Noero

PIAZZA CARIGNANO 2
10123, TORINO
ITALIA
VIA MOTTALCIATA 10/B
10154, TORINO
ITALIA

Group Show
De Pictura

16 aprile — 24 maggio 2014

Artisti: Carla Accardi, Giovanni Anselmo, Tom Burr, Andrew Dadson, Sam Falls, Lara Favaretto, Mario Garcia Torres, Henrik Håkansson, Gabriel Sierra, Anicka Yi.

 

Non cʼè alcun dubbio che la Pittura occupi un posto di assoluto rilievo, se non il principale, nella storia dellʼArte: tradizionalmente, la Pittura è una delle arti maggiori, e non vi è persona che non la consideri come tale. Lʼeredità di tale pratica continua a interessare e influenzare anche lʼArte contemporanea, un campo in cui si è mantenuto costante il dibattito tra chi sostiene la Pittura e chi preferirebbe concentrarsi su pratiche che coinvolgano modi di fare espressi da altri mezzi, per così dire, più radicali.


Possiamo trarre le premesse di questa mostra da una frase pronunciata da Paul Valéry: “Dobbiamo sempre scusarci quando parliamo di Pittura”; e le nostre ʻscuseʼ, infatti, sono quelle di chi sa esattamente che la loro causa è inevitabile.


La mostra ospiterà una serie di opere di artisti contemporanei che, pur non essendo direttamenterealizzate tramite la Pittura, mostrano una fascinazione per essa, una possibilità di riflessione su quel tipo di pratica non prevedendone però lʼuso. Le opere in mostra da una parte rappresentano la volontà di rifiutare il supporto della tela ma, allo stesso tempo, si perdono nel corollario immateriale ed emozionale da sempre connesso al dipingere.


Sono opere che possono aprire strade, creare occasioni per andare oltre la Pittura e materializzare idee che oltrepassino i confini dello spazio pittorico definito dalla tela, idee tante volte frutto dellʼammirazione per la Pittura, ma che tendono allo stesso tempo a metterla in discussione.


La mostra è di fatto una celebrazione, volutamente non onnicomprensiva, della Pittura attraverso la sua assenza materiale. Gli artisti invitati sono molto spesso lontani dallʼessere compresi e considerati come “pittori”, ma paradossalmente i lavori in mostra si ostinano a presentare, in modo più o meno diretto, problematiche, attitudini e caratteristiche del “fare arte” con tela e pennello.

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