Galleria Franco Noero

VIA MOTTALCIATA 10/B
10154, TORINO
ITALIA

Simon Starling
Flaga 1972 – 2000

24 aprile — 01 giugno 2002

'Simon Starling esplora le differenti modalità per mezzo delle quali gli oggetti diventano identificabili e vengono successivamente classificati e convalidati. I suoi progetti sono spesso il frutto del processo di trasformazione di un oggetto o sostanza in altro; è il caso per esempio della costruzione di una piccola barca mediante il legno di una vetrina dismessa di un museo o della replica dello stampo di una lattina di birra da una sedia di metallo.
La posizione dell'artista è paragonabile a quella di un inventore o di uno scienziato amatore del IX secolo che reintroduce l'abilità manuale e l'entusiasmo amatoriale all'interno del manufatto e della classificazione'.

(Rob Tufnell, 'Here + Now', Exhibition Catalogue, September 2001)

 

Starling raramente crea un nuovo oggetto, preferendo piuttosto ripensarne uno già esistente o fabbricare un modello di una struttura già consolidata. La qualità dell'operare è sempre un risultato importante dal momento che è una prerogativa dilettantesca, per sua natura nostalgica sebbene, così facendo, instauri nuove relazioni tra il pubblico e la propria cultura.
Il fare giocoso, piuttosto che la perfezione tecnica, diventa prioritario ed è ciò che più convince l'artista. Questo giocherellare con le cose, che è in realtà un rifiuto della padronanza del mezzo, suggerisce di considerare il valore di questi modelli al di là della loro mera utilità. L'artigianale natura delle copie realizzate da Starling di tali modelli fabbricati meccanicamente, quindi imperfetti e professionalmente amatoriali, ci consapevolizza delle divergenze esistenti tra la loro realtà e quella propria degli originali. In tutti i lavori il complesso rapporto dell'artista con il modernismo forza noi, in qualità di spettatori, a confrontare alcuni dei nostri preconcetti concernenti forma, funzione e intervento umano.

 

In occasione della sua prima personale in Italia Simon Starling realizza un progetto che può essere letto come una sorta di anello di congiunzione con il punto di partenza, un ritorno all'origine. Molto forte è l'aspetto volutamente performativo che porta alla realizzazione della mostra in galleria: fissata la città torinese quale punto di partenza, l'artista intraprende un viaggio a bordo di una vecchia F.I.A.T. 126, modello prodotto proprio a Torino nei primi Anni '70. Si recherà in Polonia, luogo dove proseguì dal 1975 al 2000 la produzione della piccola utilitaria con l'apporto di alcune modifiche meccaniche. Qui un certo numero di pezzi originali della vettura sarà sostituito con pezzi di ricambio del successivo modello polacco. Destinazione ultima di questo iter sarà Torino, dove la 'nuova' F.I.A.T. 126 a due colori sarà appesa dalle ruote in galleria, quale trofeo di una missione portata a termine con successo. Si avrà una visione aerea dell'automobile, al tempo stesso mappa e bandiera, volta a colmare il tempo e lo spazio tra due oggetti creati in ambiti molto diversi e in situazioni geograficamente remote.
L'artista interviene sull'aspetto cronologico in modo da liberalizzare il nostro pensiero su come si possano costruire e interpretare i relitti del passato stabilendo una complessa trama di relazioni con cui catturare parte dello spirito del modernismo e riportarlo in laboratorio per ulteriori analisi.

 

Nato ad Epsom, Inghilterra nel 1967 Simon Starling vive e lavora fra Glasgow e Berlino. Il suo lavoro è apparso in una serie di mostre personali e collettive sia in Europa che negli Stati Uniti. Tra le sue mostre più recenti ricordiamo i solo show presso Casey Kaplan 10-6, New York, 2002; Frac Languedoc-Roussillon, Montpellier, 2001; Secession, Vienna, 2001; Neugerriemschneider, Berlino, 2001; Camden Arts Centre, Londra, 2000; 'Le Jardin Suspendu', The Modern Institute, Glasgow, 1998. Tra le collettive 'Squatters', Museu Serralves, Museu de Arte Contemporanea, Porto and Witte de With Contemporary Art Centre, Rotterdam, 2001; 'Silk Purse', Arnolfini, Bristol, 2001; 'If I Ruled the World', CCA, Glasgow, 2000; 'What If/Tänk om', Moderna Museet, Stoccolma, 2000; 'Manifesta 3', Ljubljana, 2000.

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