Galleria Franco Noero

VIA MOTTALCIATA 10/B
10154, TORINO
ITALIA

Lara Favaretto
Non ho creduto in niente

19 settembre — 28 ottobre 2006

In occasione della sua seconda mostra personale presso la Galleria Franco Noero, Lara Favaretto presenta due nuovi lavori ed una edizione nella sede di Via Giolitti, e un’installazione sonora in quella di Via Mazzini. Tutte le nuove opere sviluppano temi distintivi del lavoro dell’artista degli ultimi anni, ma esprimono allo stesso tempo la necessità di un più profondo coinvolgimento di se stessa in prima persona. ‘A Piedi Pari’ è una scultura a grandezza naturale ricavata da un calco eseguito direttamente sul corpo dell’artista, che si trasforma in una fontana con un gesto che riporta al sogno infantile di essere un maschietto. La scultura è in gesso industriale grigio, un materiale che non necessita di ulteriori coloriture di superficie, scelto proprio per le sue caratteristiche di oggettività. La stessa ricerca di oggettività si rivela nel modo in cui la scultura è realizzata: i cavi elettrici e il tubo per il ricircolo dell’acqua sono a vista, l’acciaio della base è lasciato grezzo senza alcun trattamento, un semplice secchio da muratore di plastica nera serve da recipiente. Nella stessa stanza una corda ancorata al soffitto gira a differenti velocità battendo di tanto in tanto sulla parete bianca più vicina lasciando tracce nere tramite un puntale di pelle nera, oppure resta ferma nella sua fisicità quando il motore non è in funzione. La corda è stata realizzata appositamente e la sua lunghezza è dettata dai ‘dreadlocks’ dell’artista, che sono stati tagliati dopo dodici anni e sono nascosti all’interno della canapa. Un lavoro in edizione è appeso sulla parete che porta all’ufficio della Galleria: una foto in bianco e nero mostra i capelli appena tagliati aggrovigliati su un pavimento, è montata su un panetto di gomma nera naturale e fermata da una puntina in oro massiccio; su quest’ultima sono incise le iniziali dell’artista e il numero di edizione, che è di ventuno, la metà esatta dei quarantadue ‘dreadlocks’ tagliati. In Via Mazzini la Galleria è bianca e completamente vuota, con il pavimento coperto di gomma nera e la porta aperta sulla strada per tutto il giorno senza alcun servizio di sicurezza. Ogni volta che si varca la soglia, si viene accolti da un applauso registrato dalla Favaretto al Teatro Regio di Torino, un applauso che si interrompe non appena si è di nuovo fuori. Il lavoro esprime la volontà di sorprendere e accogliere i visitatori regalando un evento inaspettato, rendendoli parte attiva dell’opera, cancellando i confini tra pubblico e privato e tra esperienza collettiva e personale. Lara Favaretto (1973, Treviso) vive e lavora a Torino. Il suo lavoro è precedentemente apparso in una serie di mostre personali e collettive, tra le quali ricordiamo: Galleria Franco Noero, Torino (2004); Galerie Klosterfelde, Berlino (2005); ‘Project Room’, Galleria Franco Noero, ARCO’06, Madrid (2006); ‘I poveri sono matti’, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli ,Torino, (2005). Group shows: ‘OK/OKAY’, curated by Marc-Olivier Wahler, Swiss Institute e Grey Art Gallery of New York University, New York (2005); Venezia / Opera DARC, 51° Biennale di Venezia, Venezia (2005); ‘Ecstasy: Recent Experiments in Altered Perception’, a cura di Paul Schimmel, MOCA, Los Angeles (2005); ‘Trial Baloons’, a cura di Agustin Perez Rubio, Octavio Zaya and Yuko Hasegawa, MUSAC, León, Spagna (2006); ‘al cubo’, Galleria Franco Noero, Torino (2006); ‘Cinq Milliards d’Années/ Une seconde une année’, Palais de Tokyo, Paris (2006). Lara Favaretto ha ricevuto il premio per la Giovane Arte Italiana 2004-2005, Un’opera per il MAXXI, 51° Biennale di Venezia, Venezia.
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