Galleria Franco Noero

PIAZZA CARIGNANO 2
10123, TORINO
ITALIA
VIA MOTTALCIATA 10/B
10154, TORINO
ITALIA

Steven Shearer
Solo Show

11 novembre 2003 — 08 gennaio 2004

La sua ricerca artistica che muove tra l'autobiografico e l'antropologico si incentra sul contrasto tra un manierismo di forme culturali adolescenziali e l'estetica utopica del modernismo utilizzando diversi strumenti linguistici: dal collage, alla litografie su tela, dai ready -made, alla pittura, dal disegno ai poster. Negli ultimi cinque anni Shearer ha iniziato, l'archiviazione di 12.000 immagini scaricate dalla rete. L'appropriazione e la raccolta ossessiva di immagini di rock memorabilia, di gruppi glam rock oramai caduti in dimenticatoio, di teen star come Leif Garret o Shaun Cassidy, sono confluite negli Archive Works. Si tratta di grandi stampe a getto d'inchiostro, griglie d'immagini create con centinaia di foto di piccolo formato scaricate dalla rete. Guitar#5 rivela in modo crudo un contesto sociale un'attività prevalentemente maschile svolta in stanze da letto anonime della periferia, in salotti, tavernette, giardini e cantine dei sobborghi periferici. Nello sguardo di Shearer non c'è motteggio per le comunità virtuali di chitarristi, le sue appropriazioni non sono gesti ironici o condiscendenti, Shearer stesso come un virtuoso della chitarra heavy metal infetta le griglie d'immagini d'anonimi musicisti inserendo una sua foto che lo ritrae teenager, in posa con la sua collezione di chitarre elettriche a testimoniare la sua appartenenza a questo contesto creando una tensione tra l'amatoriale e l'autobiografico. E' l'estetica amatoriale delle teen - pop fanzine dei primi anni '70 ad interessare Shearer. "Steven Shearer mostra un'affezione per l'affettazione delle teenpop- fanzine dei primi anni '70, in cui il binomio tra costi di produzione bassi e l'assenza di un design dava vita ad un estetica unica che l'artista vede come una variante volgare al collage avanguardista", Matthew Higgs Artforum Settembre 2003. La musica, in particolar modo l'heavy metal, con i suoi testi e le sue liriche, giocano un ruolo importane nel lavoro di Shearer, per il suo riflesso sociale ed antropologico in quanto espressione di una "forma d'arte folcloristica proletaria". Molti titoli di lavori sono presi in prestito da titoli di canzoni heavy metal (Puffrock Shiteaters, Craftmonster, Hatework, 1999, Crandle of Filth, 1998). Metal Archive #2 esposto in mostra è un lavoro ispirato al gruppo heavy metal Black Sabbath, la tecnica è identica a quella di Guitar#5, si tratta di una raccolta di immagini di dischi rari del gruppo, di foto dei suoi componenti, di oggetti con cui i fan tappezzano le loro stanze: L'installazione sonora "Metal Recital" riproduce una tipica casetta per gli attrezzi nella quale è stato installato un impianto stereo che ogni 25 minuti suona ad alto volume un vecchio brano dei Black Sabbath. I disegni ed i dipinti costituiscono un momento meditativo e più lento rispetto alla fruizione veloce e frammentata degli Archive Works e dei Poster. Le investigazioni di Shearer sulla complessità dell'archiviazione hanno dei precedenti storici artistici (Peter Feldmann, Gerard Richter) quello che distingue e caratterizza la serie degli Archive Works dai suoi precedenti artistici e l'aspetto sociale che sottende al forum supposto democratico della rete. Steven Shearer, nato nel 1968 a New Westminster, Canada, vive e lavora a Vancouver. Il suo lavoro è apparso in una serie di mostre personali e collettive nazionali ed internazionali. Tra le sue mostre più recenti ricordiamo i solo-shows presso Blum & Poe, Santa Monica, 2003; Mars Gallery, Tokyo, 2002; American Fine Arts Co., New York, 2002. Tra le collettive quella alla Kunsthalle Wien, Vienna, 2003; 'Baha to Vancouver', Seattle Art Museum, USA, 2003, New Space! Group Show!, Galleria Franco Noero, Torino, 2003; Gallery Side, Tokyo, 2003; Galerie Hauser Wirth Presenhuber, Zurigo, 2003; Blum & Poe, Santa Monica, 2003.
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