Galleria Franco Noero

PIAZZA CARIGNANO 2
10123, TORINO
ITALIA
VIA MOTTALCIATA 10/B
10154, TORINO
ITALIA

Robert Mapplethorpe
Solo Show

04 giugno — 26 luglio 2013

Robert Mapplethorpe e una selezione di Polaroids a cura di Richard Flood, in collaborazione con The Robert Mapplethorpe Foundation e Museo Casa Mollino

 

La Galleria Franco Noero ha l’onore di ospitare per la prima volta una mostra di Robert Mapplethorpe, presentando nella sua nuova sede espositiva una selezione di circa cinquanta immagini tratte dalla straordinaria opera fotografica dell’artista americano.


Con questa personale continua la collaborazione con The Robert Mapplethorpe Foundation, iniziata già nel 2012, periodo dal quale la Galleria Franco Noero rappresenta l’opera dell’artista in Italia.


È un’entusiasmante opportunità che si crea all’interno della programmazione della Galleria, la possibilità di attualizzare il lavoro di Mapplethorpe creando un dialogo con una generazione di artisti anagraficamente più giovane della sua ma orientata verso la stessa ricerca di radicalità, una generazione sulla quale l’opera dell’artista americano continua ad esercitare un’influenza ineguagliabile.


Robert Mapplethorpe, straordinario e controverso esponente dell’avanguardia americana, è ancora oggi simbolo anticonformista di una contemporaneità senza tempo, avendo saputo impersonare un senso estremo di libertà che si esprime costantemente nell’intreccio tra la sua pratica artistica, gli aspetti privati e intimi della sua vita personale, i suoi compagni di strada, le celebrità e il pubblico.


Questo è quanto emerge con potenza in tutta la selezione fotografica in mostra, concepita in modo da far scoprire anche i lati meno consueti del lavoro dell’artista, un percorso di immagini realizzate tra il 1977 e il 1988 nel quale si ritrovano in sequenza dialettica alcuni dei temi e dei generi da lui più amati: i ritratti, le nature morte, gli interni, i paesaggi, e i nudi maschili o femminili, che siano quelli del danzatore americano Alistair Butler - una straordinaria suite di immagini riunite questa volta in progressione – oppure quelli di qualità statuaria tesa alla ricerca ossessiva di perfezione come il corpo di Lisa Lyon, o ancora i particolari anatomici quasi astratti della pelle nera del modello Livingston.


In tutte le fotografie scelte si ritrovano le caratteristiche che hanno consacrato Mapplethorpe quale uno degli artisti più importanti del XX secolo: il rapporto con la classicità, sia nella composizione che nella ricerca di una qualità scultorea nel contrasto tra luci ed ombre, la passione per un punto di vista inedito nella scelta dei temi, spesso marcatamente anticonvenzionali e trasgressivi, e l’estrema accuratezza formale e stilistica contrapposta alla capacità di cogliere sempre l’inatteso, generando uno stupore misterioso.


“Non mi piace in particolare la parola ‘scioccante’. Quello che cerco è ciò che è inaspettato. Sono alla ricerca di cose che non ho mai visto prima.. Avevo la possibilità di scattare quelle fotografie. Ho sentito la necessità di farlo. “ (Robert Mapplethorpe, ARTNews 1988)


La Galleria Franco Noero è inoltre particolarmente grata del progetto di collaborazione tra Richard Flood - Director of Special Projects e Curator at Large del New Museum di New York - The Robert Mapplethorpe Foundation e il Museo Casa Mollino, per una sezione della mostra a sua cura dedicata ad una selezione di Polaroids dell’artista americano e dell’eclettico architetto torinese Carlo Mollino riunite in conversazione.


“Quello che mi affascina nelle Polaroids è la promessa di una gratificazione istantanea. Quello che mi affascina di Mapplethorpe e Mollino è quanto poco fossero interessati alla velocità di produzione. Ciò che condividono è un’intensa relazione con la poesia dell’illusione. L’assoluta unicità con la quale i soggetti esistono nelle loro Polaroids ha a che fare meno con il ritratto e molto di più con la tradizione della natura morta. Tutto è disposto come si farebbe con un buffet, la realtà dei modelli non riguarda gli aspetti sociologici ma piuttosto quelli gustativi – non il razionale ma il sensazionale.” (Richard Flood)


Robert Mapplethorpe (New York 1946 –Boston, MA 1989), ha studiato disegno, pittura e scultura al Pratt Institute di Brooklyn, per poi iniziare una carriera come artista e fotografo che lo ha portato ad esporre il suo lavoro in una innumerevole serie di mostre personali nelle Istituzioni di tutto il mondo, a partire dalla prima grande retrospettiva dedicatagli dal Whitney Museum of American Art di New York nel 1988, un anno prima della sua morte. Nello stesso anno Mapplethorpe ha dato vita alla Fondazione che porta il suo nome, dedicata a promuovere la fotografia, dare supporto ai Musei che la espongono, e a raccogliere fondi per la ricerca medica contro l’AIDS e contro le malattie ad esso correlate. Il lavoro dell’artista è presente nelle collezioni dei maggiori Musei internazionali e la sua importanza storica e sociale continua ad essere oggetto di rilevanti mostre personali nel mondo.

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