Galleria Franco Noero

PIAZZA CARIGNANO 2
10123, TORINO
ITALIA
VIA MOTTALCIATA 10/B
10154, TORINO
ITALIA

Solo Show – Steven Brower

24 novembre 2000 — 12 gennaio 2001

L'installazione 'Vacuum' realizzata da Steven Brower per la Galleria Franco Noero riunisce in sé idee connesse con le covenzioni delle esposizioni artistiche, con la comunicazione interattiva e con oggetti quotidiani quali esempi di ricerca tecnologica. Come le recenti realizzazioni del giovane artista newyorkese, anche 'Vacuum' é legata all'obiettivo di realizzare oggetti che spieghino le strutture nascoste della galleria come spazio espositivo o 'white cube' con installazioni di progetti meccanici il cui funzionamento sia strettamente connesso con l'attività commerciale della galleria, trasformata da Brower in uno pseudo laboratorio in cui l'osservatore può interagire con le sue ironiche e semi-scientifiche costruzioni. Alla base del lavoro progettuale di Brower vi é l'idea di costruire artigianalmente oggetti come prodotti nati dalla curiosità, dalla ricerca e dalla sperimentazione derivanti dal quotidiano e dall'ambiente circostante, che diventano vere e proprie opere d'arte 'tradizionali'. La prima stanza della galleria é occupata interamente nel suo volume da 'Lunar Excursion Module, Ascent Stage', una sorta di parodia in scala reale di un LEM in fase di decollo, appartenente alla navicella Apollo 7 progettata per il programma spaziale Apollo della NASA. Mentre l'esterno é una fedele riproduzione dell'attuale veicolo, l'interno rivela la sua 'falsa' natura di ricostruzione artigianale, rievocando così una sorta di altro spazio in cui il visitatore si trova completamente immerso, le cui sensazioni sono accentuate dalla presenza di una voce di sottofondo che recita il poema di Walt Whitman 'Crossing Brooklyn Ferry', quasi rievocando la presenza costante dell'artista. All'interno inoltre é a disposizione un telefono cellulare in contatto esclusivamente con Brower e un segnale di 'emergenza', che permetteranno di poter ricevere un aiuto in caso di 'necessità', intesa come sensazione di solitudine, di abbandono, di disorientamento e cioé di vuoto. Uscendo dal LEM si accede alla seconda stanza della galleria in cui é esposto un modello ricostruito in scala ridotta della tuta spaziale extraveicolare in dotazione per l'Apollo A7L. Alle pareti sono presenti anche una serie di disegni che illustrano il funzionamento del veicolo ed alcuni oggetti di uso quotidiano, con relativi libretti di istruzioni, connessi in modi diversi con il concetto di vacuum: un'aspirapolvere (vacuum cleaner), oggetti avviluppati nel vuoto (vacuum-vrapped items), uno strumento usato nella produzione di parti in plastica (vacuum-forming machine). Brower sceglie così come esempio di Vacuum, un oggetto come l'Apollo, creato per proteggere gli esseri umani dal vuoto spaziale, che costituì l'esempio di risultati significativi legati alle ricerche tecnologicamente avanzate condotte dagli Stati Uniti in campo aerospaziale, ma al tempo stesso fu un oggetto d'uso temporaneo, eliminato una volta esaurito il suo compito e addirittura considerato uno spreco economico dall'opinione pubblica americana. Steven Brower nato a Washington D.C. nel 1969, vive e lavora a Brooklyn. Ha partecipato ad una serie di mostre collettive tra le quali 'Some Young New Yorkers' (1998) e 'Greater New York' (2000) al P.S.1 di New York, 'Construction Drawings' al Kunst-Werke di Berlino (1999) e 'Steven Brower, Urs Frei, Kendel Geers, Annika Strom' alla Wiener Secession di Vienna (1999). Tra le mostre personali si ricordano 'Half Empty' (1997) e 'Utility' (1999) alla Lombard-Freid Fine Arts di New York. Questa é la sua prima mostra personale in Italia.
Leggi di più