Galleria Franco Noero

PIAZZA CARIGNANO 2
10123, TORINO
ITALIA
VIA MOTTALCIATA 10/B
10154, TORINO
ITALIA

Jason Dodge
Solo show

22 marzo — 05 maggio 2012

La Galleria Franco Noero è lieta di presentare il primo progetto espositivo di Jason Dodge in galleria, all'interno della Casa Scaccabarozzi, tradizionalmente chiamata "Fetta di Polenta", e nei due spazi situati nella vicina Piazza Santa Giulia.


Elemento tipico della pratica dell'artista è quello di presentare lavori singoli all'interno di molteplici spazi. La successione degli spazi allʼinterno della Casa Scaccabarozzi è associata in questo caso dallʼartista alle parti, alle strofe e ai ritornelli di una composizione poetica o musicale. Il punto di partenza dell'intero progetto, e del lavoro di Dodge in generale, è infatti la consapevolezza del "potenziale narrativo" presente nelle cose. L'artista isola e decontestualizza la storia meno facilmente decifrabile rispetto agli oggetti di cui si appropria, e le rende nuove attraverso la contaminazione con il vissuto dei visitatori.


Installati in vari piani dell'edificio, The Ornithologists are Sleeping e The Crippled are Sleeping appaiono come composti da semplici cuscini; questi sono stati utilizzati però da una sola persona, appartenente a una categoria ben definita. Viene spontaneo immaginare l'attività onirica indissolubilmente legata all'oggetto presentato, e pensare che un ornitologo sogni gli uccelli, o che l'amputato visualizzi l'arto mancante durante il sonno; questi sogni potrebbero però essere completamente differenti, e l'unica certezza rimane quella che questi gruppi di persone abbiano effettivamente riposato su quel cuscino.


Alcune delle opere presenti in mostra hanno una relazione con una serie di narrazioni perdute: The Disappearers è un assemblaggio di tutti quegli oggetti utilizzati per cancellare qualsiasi traccia della presenza di chi ha abitato un luogo; i segni di una vita sono stati cancellati dai detergenti, i cui involucri ne diventano unici perpetuatori. L'apparizione di una pila, composta da lenzuola provenienti da un hotel, lì ritirate per essere lavate e riconsegnate in galleria da un servizio di biancheria, diventa testimonianza temporanea di una perdita: come affermato dall'artista stesso, "dopo aver toccato qualcosa, qualcosa rimane per forza". Quel "qualcosa" è proprio ciò che viene cancellato dal lavaggio: Anyone è una raccolta di tracce non più esistenti.


Nel ProjectSpace di Piazza Santa Giulia 0/F le coordinate spaziali legate a un oggetto sono modificate dall'artista per invertirne il significato e utilizzo, modificandone di conseguenza il potenziale narrativo: North si compone di una canna fumaria in rame presentata sul pavimento dello spazio, la cui estremità è rivolta verso il punto cardinale a cui il titolo fa riferimento. Ciò che prima si rivolgeva al cielo ora indica una direzione precisa: un suggerimento a un suo ideale nuovo uso e alla possibilità che nuove storie entrino in contatto con esso. Nello spazio SiteSpecific una coppia di lunghe candele realizzate dallʼartista inquadra la cornice visiva della vetrata dʼingresso, rendendo il luogo inaccessibile e caricandolo di quella varietà di significati che le candele suggeriscono tradizionalmente, insieme alle suggestioni generate dal nuovo contesto in cui sono presentate.


Il lavoro di Jason Dodge, più che analizzare le trasformazioni dettate da un atto cosciente, fa risalire in superficie "ciò che già facciamo": proprio come quando si osserva un prisma, non è importante come esso appaia, quanto scoprire la trasformazione della luce che gli passa attraverso.

 

Jason Dodge (Newtown, Pennsylvania, 1969) vive e lavora a Berlino. Fra le sue mostre personali più recenti ricordiamo: CAC Vilnius, Vilnius, 2011; 'I woke up. There was a note in my pocket explaining me what happened', Kunstverein Hannover, Hannover, 2010; Fra le collettive: "the Paris Triennale, Palais de Tokyo, 'The Workers', MASS MOCA, MA, 2011; 'The Language of Less (Then and Now)', Museum of Contemporary Art, Chicago, 2011; '21 Century Outlook', FRAC Ile-de-France/Le Plateau, Paris, 2011; "in the Name of the Artists - American contemporary art from the Astrup Fearnley Collection" Biennale Pavilion in São Paulo' Exhibition, Exhibition', Castello di Rivoli Museum of Contemporary Art, Turin, 2010; 'The Quick and the Dead', Walker Art Center, Minneapolis, 2009.

 

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