Galleria Franco Noero

PIAZZA CARIGNANO 2
10123, TORINO
ITALIA
VIA MOTTALCIATA 10/B
10154, TORINO
ITALIA

Solo Show – Eric Wesley

07 giugno — 31 luglio 2002

'Ouchi' è una società fittizia di facciata ideata, in termini metaforici, per favorire la distribuzione di un bene illegale. Apparentemente, tale prodotto è destinato ai progettisti e al mercato di progettazione degli interni/di imbiancatura delle abitazioni. Il suo emblema (uno scudo) e gli eleganti caratteri sono stati pensati appositamente per collocarsi nell'immaginario che comprende anche Ferrari e Gucci, dando allo spettatore solo un minimo indizio sulla vera natura del contenuto della latta. Il nome 'Ouchi' è stato concepito mutuando le lettere nella parola 'Fiocchi', a sua volta nome di una società italiana che produce munizioni. Come opera d'arte, il gioco di parole e l'attenzione dedicata alla cultura pop divengono più chiari quando lo spettatore si sposta nella seconda stanza, che dovrebbe essere il magazzino. Qui si scoprono una sorta di fabbrica con un'officina e depositi di un altro tipo: i componenti necessari per la produzione e la vendita di mine terrestri. La 'fabbrica' è progettata per produrre la massima quantità in rapporto all'input economico: un semplice bancone da lavoro in compensato da 120 centimetri per 240 centimetri circa rappresenta l'intera linea di assemblaggio per la fabbricazione del vero prodotto di 'Ouchi'. Utilizzando un dispositivo fai-da-te, quasi da ricettario anarchico, l'esplosione della 'mina terrestre' produce una varietà assortita di materiali (ad esempio salgemma, piombo da caccia, ecc.). Quando questa seconda e più brutale sfaccettatura si attenua, ecco che inizia a dispiegarsi il terzo aspetto dell'opera, più fedele alla natura del progetto concepito solo come arte. L'idea è che le cataste di latte in 'vetrina' siano vuote e siano state semplicemente avvitate insieme per formare una scultura: una sorta di pila di palle di cannone destinate ad essere possedute da qualcuno, descritta ancor meglio come una colata di palle di cannone che rendono inerte un'unità individuale. Ora l'idea si incentra maggiormente sulla decisione di non schierarsi e di lavorare più come un'impresa per vendere un prodotto: il contributo alla rivoluzione locale o l'eliminazione dalle strade di armi pericolose diviene un interesse secondario rispetto alle preoccupazioni formaliste. Armatevi, rendete sicure le strade... Non importa da che punto di vista si consideri tale lavoro, 'Ouchi' è unico nel suo genere: è solo con la conoscenza dell'opera nel suo complesso e attraverso l'osservazione dello spazio che è possibile comprendere l'umanità latente e lo spirito imprenditoriale infusi in ciò che sembra essere un'esposizione violenta o viceversa. Eric Wesley è nato nel 1973 a Los Angeles, California, dove vive e lavora. Il suo lavoro è apparso in una serie di mostre personali e collettive sia in Europa che negli Stati Uniti. Tra le sue mostre più recenti ricordiamo i solo show presso Meyer Riegger Galerie, Karlsruhe, Germania, 2002; 'Two Story Clocktower, Cal Tech, Pasadena, CA, 2001; 'Kicking Ass', China Art Objects Galleries, Los Angeles, CA, 2000 e 'Camper', China Art Objects Gallerie, 1999. Tra le collettive 'Drive By: Nine Artists From Los Angeles', Reynolds Gallery, Virginia, 2002; 'Freestyle', Studio Museum, Harlem, New York, e Santa Monica Museum of Art, 2001; 'Snapshots: New Art From Los Angeles', UCLA Hammer Museum, Los Angeles, e Museum of Contemporary Art, Miami, FL, 2001; 'Purloined', Artists Space, New York, 2001. L'artista è alla sua prima mostra personale in Italia.
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