Galleria Franco Noero

PIAZZA CARIGNANO 2
10123, TORINO
ITALIA
VIA MOTTALCIATA 10/B
10154, TORINO
ITALIA

Kirsten Pieroth
Taste of Great

28 giugno — 20 ottobre 2012

La Galleria Franco Noero è lieta di presentare la prima personale di Kirsten Pieroth, negli spazi della Fetta di Polenta.


La mostra trae ispirazione da una serie di uova riccamente decorate, conosciute come le uova imperiali, che sono state prodotte per gli zar dal 1885 fino alla caduta della monarchia russa del 1917. Realizzate dall’orafo russo Peter Carl Fabergé e dai suoi collaboratori, queste uova commemorano la storia dell'impero russo così come le conquiste tecnologiche del tempo, come la Transiberiana.


Invertendo i cliché di un artigianato molto raffinato, di lusso e di una schiacciante perfezione di cui la Casa di Fabergé è diventata sinonimo, la manifattura di Pieroth rappresenta versioni contemporanee di uova "commemorative", che combinano una mancanza di simmetria, l'uso di materiali poveri come la terra e la sporcizia, con rendering scultorei sulla banalità della vita quotidiana e le promesse dei successi moderni. Come omaggi all’amateur del giorno d'oggi, catturato nei meccanismi delle società capitalistiche.


Nella serie Currency Eggs esposta al quarto piano, Pieroth imita l’uso che Fabergé faceva del ritratto in miniatura, utilizzando il volto di personalità contemporanee su monete di basso valore come modelli per grossolane interpretazioni colorate a mano di George Washington e della regina Elisabetta II, per esempio, che vengono inseriti nella superficie ruvida delle uova.


L’interesse di Pieroth per l’artigianato è visibile anche in Colour Studies, 2012, una serie di disegni di uova realizzate da dilettanti e trovati su internet, che, stampati su carta da contabilità e colorata dall'artista, fanno riferimento ai minuziosi conti che i lavoratori di Fabergé facevano per ogni articolo prodotto dalla ditta.


Il momento apparentemente celebrativo delle quattro serie di esclusivi e preziosi bicchieri presentati al sesto piano, il più classico della galleria, si interroga sulle identità e le qualità di ricchi e poveri, le gerarchie, l'individualità e l'uniformità dei gruppi.


La trasformazione dei vari piani dell’edificio in un modello di struttura di classe diventa più evidente dalla diversità tra il primo e l’ultimo piano. Relativity Egg, 2012, un uovo fuori scala composto da intonaco grezzo fuso appoggiato goffamente accanto a una piccola bilancia per pesare le uova, gioca con le idee di normation e di valutazione. Le uova di fango allʼultimo piano, invece, sono posizionate su scatole di legno da trasporto ad altezze diverse, intorno al caminetto centrale, come fossero doni per il 21° secolo con un significato quasi regale. Tutte le opere si riferiscono a questioni attuali della società contemporanea, dalla spinta espansionista dell’uomo attraverso il lavoro, al desiderio di evasione e di libertà dai vincoli di oggi.


Mentre Google Earth Egg, 2012, appoggiato su un pezzo di strada romana contemporanea, sostiene ironicamente lo sforzo dell’uomo per la mappatura, Egg Space Shuttle, 2012 si concentra sulle idee di espansione. Twentyfourseven Egg, 2012 fa riferimento al concetto moderno di funzionamento continuo e flessibilità costante e performativa, raffigurato in un uovo pesante, simile a una pietra, di fango verniciato di grigio, appoggiato su un fazzoletto e un pezzo di pietra. The Great Illusionist Egg, 2012 imita uno dei famosi trucchi con la corda di Harry Houdini, suggerendo l'idea di libertà e di fuga dai confini.

 

Kirsten Pieroth (Offenbach a.M., Germany, 1970) vive e lavora a Berlino. Tra le sue mostre personali: Office Baroque, Antwerp, 2012; Supportico Lopez, Berlino, 2011; ʻPerspectives 172ʼ, Contemporary Art Museum, Houston 2010; Objectif Exhibitions, Antwerp, 2009; Passengers, CCA Wattis Institute, San Francisco, 2008; Klosterfelde, Berlino, 2007; Secession, Wien 2006. Tra le mostre collettive: ʻVariationen über ein Themaʼ, Studio International, Leipzig, 2012; ʻUntitledʼ, 12th Istanbul Biennial, Istanbul, 2011; ʻPower to the Peopleʼ, ACCA Australian Centre for Contemporary Art, Melbourne; 2011; ʻFive Easy Piecesʼ, Galleria Franco Noero, Torino, 2010; ʻLittle Theatre of Gesturesʼ, Museum für Gegenwartskunst Basel / Malmö Konsthall, 2009; ʻLearn To Readʼ, Tate Modern, London, 2007.

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