Galleria Franco Noero

PIAZZA CARIGNANO 2
10123, TORINO
ITALIA
VIA MOTTALCIATA 10/B
10154, TORINO
ITALIA

Jim Lambie
Totally Wired

05 giugno — 27 settembre 2018

‘Totally Wired’ è la quinta personale dell’artista scozzese Jim Lambie presso la Galleria Franco Noero a Torino, per la prima volta ospitata negli spazi di Piazza Carignano 2.


Lambie continua la sua ricerca influenzata da una visione lisergica, psichedelica della realtà, un suo rovesciamento tinto di colori vividi e puri in cui oggetti appartenenti al quotidiano, trovati o costruiti dall’artista, creano una propria dimensione al di fuori di essa.


L’esperienza della luce naturale, l’arco che il sole compie nel corso di una giornata, dall’alba al tramonto, e di come questo possa tradursi in una gamma tonale di colori è una delle caratteristiche che informa la realizzazione di alcune serie di nuove opere.


La porta è un elemento che esprime transizione per l’artista, una soglia che lascia filtrare la luce a seconda della sua apertura, e che allo stesso tempo si traduce in un oggetto archetipico sulla quale immaginare un nuovo orizzonte. La sua forma appare sintetica e si riduce a uno snello parallelepipedo dalle specchiature incise, appeso alla parete come un quadro ma proiettato in una terza dimensione. I singoli elementi sono spesso riuniti in gruppi, disposti a una precisa distanza uno dall’altro, in modo tale che all’interno dello spazio da essi individuato si crei un’esperienza del colore tramite campi che si compenetrano a vicenda e che man mano emergono prepotentemente l’uno sull’altro, come nelle sfumature del cielo nel corso della giornata.


Il sole, troppo sfolgorante e dai raggi troppo intensi per essere guardato direttamente, lascia convergere suggestioni lontane nel tempo e nel genere: la tecnica artigianale per la realizzazione di vetrate colorate nel Medioevo si accosta ad elementi molto più umili e recenti come le lenti degli occhiali da sole. In una nuova serie di opere le lenti colorate, incastonate nel metallo e unite in una trama organica di trasparenze di colore, costituiscono delle nuove costellazioni che possono essere messe a fuoco anche a occhio nudo.


La qualità surreale di uno spazio immaginario costellato di asteroidi è quella suggerita da pietre attraversate da cinture di metallo dai colori sgargianti, rigide e nitide nel dettaglio, che punteggiano le pareti.


Nella stanza centrale, lo spazio è intersecato da scale che poggiano su plinti, inclinate sempre con la medesima angolazione e fluttuanti, ricoperte da specchi tra i pioli che creano un riverbero di riflessi, catturando lo sguardo che corre fino in cima e oltre. 
 
Jim Lambie (Glasgow, 1964) vive e lavora a Glasgow. Tra le sue mostre personali istituzionali ricordiamo: ‘Spiral Scratch’, Pacific Palace, Hong Kong, (2018); ‘Derrick Alexis Coard’, Glasgow International, Project Ability gallery, Trangate 103, Glasgow, (2016); Fruitmarket Gallery, Edimburgo; Barrowland Park, Glasgow, (2014); ‘Beach Boy’, Pier Art Centre, Orkney; Goss-Michael Foundation, Dallas, (2011); Jupiter Artland, Edimburgo, (2010); 'Unknown Pleasures', Hara Museum of Contemporary Art, Tokyo; ‘Festival Secret Affair’, Inverleith House, Edimburgo; 'Forever Changes', Glasgow Museum of Modern Art, Glasgow; 'RSVP: Jim Lambie', Museum of Fine Arts, Boston; '8 Miles High', ACCA Melbourne, Melbourne, (2008); 'Directions', Hirschhorn Museum, Smithsonian Museum, Washington, (2006
); 'The Kinks', Turner Prize 2005, Tate Britain, Londra; 'Thirteenth Floor Elevator', Dallas Museum of Art, Dallas; ‘Concentrations 47: Jim Lambie’, Dallas Museum of Art, Dallas, (2005); ‘Kebabylon’, Inverleith House, Edimburgo; 'Jim Lambie: Male Stripper', Museum of Modern Art, Oxford, (2003); ‘Zobop’, The Showroom, Londra; ‘Voidoid’, Transmission Gallery, Glasgow, (1999).


Ha partecipato ad importanti biennali internazionali, come: ‘You Imagine What You Desire’ Sidney Biennale, Sidney, (2014); ‘Expérience de la Durée’, Biennale d’arte Contemporanea, Lione, (2005); 54th Carnegie International - Carnegie Museum of Art, Pittsburg, (2004); 'ZENOMAP', Biennale di Venezia, Venezia, (2003).


Tra le mostre collettive: ‘L’emozione dei COLORI nell’arte’, GAM, Torino; Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli, (2017); ‘Jennifer Herrema and Jim Lambie’, VoidoidARCHIVE, Glasgow, (2016); ‘The Curves of the Needle’, BAALTIC 39, Newcastle upon Tyne, (2015); ‘Misappropriations: New Acquisitions’, Orange County Museum of Art, Newport, (2015); ‘Lost Line: Contemporary Art from the Collection’, LACMA, Los Angeles, (2012); ‘Decade: Contemporary Collecting 2002-2012’, Albright-Knox art Gallery, Buffalo, (2012); 'Compass', Gropius Bau, Berlino, (2011); ‘Undone: Making and Unmaking in Contemporary Sculpture’, Henry Moore Institute, Leeds; ‘The New Décor’, Hayward Gallery, Londra, (2010); ‘The Kaleidoscopic Eye: Thyssen-Bornemisza Art Contemporary Collection’, Mori Art Museum, Tokyo, (2009); 'Color Chart', MoMA, New York, (2008) e Tate Liverpool, Liverpool, (2009); ‘La Invención de lo Cotidiao’, La Colección Jumex, Museo National de Arte, Mexico (2008); ‘Sympathy for the Devil: Art and Rock and Roll since 1967, Museum of Contemporary Art, Chicago; ‘Domestic Irony: A Curious Glance at Private Italian Collections’, Museion, Bolzano; ‘Unmonumental: The Object in the 21st century’, New Museum, New York; ‘In the darkest hour there may be light’, Serpentine Gallery, Londra; ‘Strange Powers’, Creative Time, New York, (2006); ‘The Turner Prize’, Tate Britain, Londra, (2005); ‘Extreme Abstraction’, Albright Knox Gallery, Buffalo; ‘Sodium & Asphalt’, Museo Tamayo, Mexico City (British Council exhibition. Touring to Museo de Arte Contemporánea de Monterrey, Mexico), (2004); ‘Days Like These - Tate Triennial’, Tate Britain, Londra; ‘Painting Not Painting’, Tate St Ives, Cornwall, (2003); ‘Electric Dreams’, Barbican Centre, Londra; ‘Jim Jonathan Kenny Frances and Sol’, Stedelijk Museum, Amsterdam, (2002).

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