Olesen mette in discussione la politica della sessualità attraverso interventi architettonici, sculture e collage. Di particolare importanza è il suo interesse per le minoranze sociali e per problemi ad esse correlati, come ostracismo, stigmatizzazione e criminalizzazione. Il vocabolario teorico-formale del suo lavoro guarda ai riferimenti della storia dell’arte e all’estetica ridotta dell’arte minimalista e concettuale.
Una recente serie di opere fa riferimento al matematico e scienziato britannico Alan Turing (n. 1912 – m. 1954), spesso considerato il padre dell’informatica moderna. Figura in parte tragica, Turing fu perseguito penalmente per atti omosessuali e, di fronte alla scelta tra la prigione e il “trattamento correttivo”, gli fu somministrato un ciclo di iniezioni di ormoni estrogeni come forma di castrazione chimica. Questo segnò di fatto la fine della sua carriera e lo portò al suicidio. Sviluppandosi dall’interesse di Olesen per sessualità e criminalità, l’opera estende inoltre la sua indagine alla politica dell’identità e del corpo.