Dalla metà degli anni Novanta, Henrik Olesen (*1967, Danimarca, vive e lavora a Berlino) utilizza media come collage, scultura e interventi spaziali minimalisti per indagare la costruzione sociale dell’identità e la sua storiografia. Attraverso l’appropriazione di immagini di riferimento e spostamenti contestuali non dissimili dal metodo inventato da Aby Warburg per il suo “Atlante di Mnemosine”, Olesen esplora le associazioni tra omosessualità e criminalizzazione nel passato, così come nel presente. Il suo lavoro archivistico fa luce sull’esistenza duratura di spazi per gli Altri e iscrive nuovamente la subcultura omosessuale nella storia dell’arte e della cultura.