La Galleria Franco Noero ha il piacere di presentare Banderas Rotas di Paulo Nazareth, prima mostra personale in Italia e in Europa dell’artista.
Nel lavoro di Paulo Nazareth vita e arte spesso coincidono. Attraverso il linguaggio, la partecipazione, la selezione di oggetti e la loro rappresentazione l’artista sviluppa tematiche legate alla relazione tra le persone ed i numerosi differenti contesti che le circondano, spesso esplorando i concetti di etnia e di ideologia, in un’analisi profonda degli squilibri tipici del mondo che ci circonda sia a livello sociale che etico. Elemento centrale della vita del giovane artista brasiliano è l’atto del camminare: egli infatti intraprende lunghi viaggi attraverso i continenti, come quello effettuato nel 2011 - durato nove mesi - dalla sua città natale in brasile, Minais Geras, a Miami, Florida, in occasione della fiera di Art|Basel Miami Beach.
Come in una costante performance, Paulo Nazareth sublima il viaggio vissuto e lo restituisce attraverso le sue opere: fotografie, disegni e installazioni come cronache e diari, cataloghi per immagini.
Nello spazio centrale della galleria l’artista presenta l’installazione Banderas Rotas, che introduce e dà il titolo alla mostra: una cortina di vecchie televisioni sistemate su pile di pallet industriali delinea un’immaginaria barricata e ciascuno degli apparecchi trasmette un filmato girato dall’artista con mezzi di fortuna che ritrae una o più bandiere issate e svettanti sul paesaggio, ma visibilmente danneggiate o agitate dal vento. Le bandiere, latrici di ideali nazionalistici, sono per l’artista simbolo di un materialismo portato alle sue conseguenze più estreme. Esse definiscono geografie e territori sulla terra, ma quando issate sulle aste si liberano della loro gravità: sono vitalizzate e al tempo stesso alterate, e sono ritratte dall’artista nel paradossale limbo tra la loro funzione rappresentativa e quella, perlomeno teorica, di simbolo di libertà scosso o deteriorato.
Così come Banderas Rotas, anche il lavoro Drawings of African Flags si compone di rappresentazioni di bandiere, nello specifico i disegni su carta lucida delle 62 bandiere degli stati che compongono il continente africano. L’artista si appropria dei colori, delle geometrie e delle simbologie che rappresentano ognuno dei popoli e dei sistemi politici del continente e li riporta sul supporto cartaceo attraverso gesti veloci e semplificati. Il colore, tracciato con i pastelli a cera, testimonia il gesto manuale e quasi infantile dell’artista e il suo provocatorio processo di semplificazione di simbologie complesse. Così rappresentato, il continente africano è un continente “in vendita”, ridotto alle sue stesse semplificazioni territoriali, ricostruito come un colorato puzzle.
Legato allo stesso continente è il lavoro Cadernos de Africa. La selezione di fotografie, scattate in differenti luoghi in Africa e Sud America e presentate impilate su tavoli di fortuna, circoscrive la tematica della diversità attraverso scene di vita quotidiana e atti performativi dell’ artista. Le stampe, che qui sono 1000 in edizione illimitata, volutamente filtrate in bianco e nero, sono rese accessibili a chiunque per facilitare la loro fruizione e la distribuzione del semplice ma fondamentale messaggio ad esse connesso.