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Cut a Door in the Wolf è una mostra dell’artista Jason Dodge (1969) concepita come un’unica grande opera site-specific. Dodge guarda alle cose di cui gli esseri umani si spogliano, giorno dopo giorno, esplorando così tutti quei sistemi che si compongono di materia organica e inorganica. I micro e macro paesaggi che si dispiegano nello spazio della sala sono fatti di oggetti familiari, spesso scartati, prodotti dalle nostre abitudini individuali e collettive, e suggeriscono l’idea che, effettivamente, possiamo trovare “tutto” in ogni cosa. Con la sua impronta gestuale, l’artista evita di affrontare nella sua opera un singolo soggetto e colloca lo spettatore al centro dell’azione interpretativa, affidandogli così un potere attivo e stimolandone la capacità di produrre nuovi significati.  

Le tracce collezionate da Dodge suggeriscono che i nostri corpi e le nostre menti non sono entità separate, come anche i nostri corpi non sono sconnessi dagli altri corpi, organismi, sistemi o cose che ci circondano. Questi resti, a volte marginali, assumono un aspetto per noi “strano” attraverso i gesti dell’artista; il quale, a sua volta, riconosce che il suo lavoro non è un processo artistico individuale, ma piuttosto fa parte di un paesaggio condiviso nel quale causa ed effetto sono fenomeni circolari che appartengono a tutti.  

Per Dodge, i pensieri sono cose e anche le parole lo sono, come anche le cose sono sia parole che pensieri. Lavorando con la poesia e il movimento corporeo come materia, l’artista offre un paesaggio tattile di materiali dislocati allo sguardo dei visitatori, ad altri artisti, e a chi lavora con lui nella realizzazione della mostra. Così la mostra in sé diventa al contempo medium, oggetto, e soggetto; tutti insieme lavorano per smuovere il modo in cui percepiamo e trasformiamo le cose, più e più volte.  

Immaginata come un corpo in trasformazione, la mostra include la presenza del* poet* CAConrad e della coreografa e performer Alix Eynaudi. Ciascuno porterà il proprio lavoro all’interno di questo contesto per creare liberamente nuove stratificazioni e assemblaggi percettivi. Inoltre, lo spazio accoglierà l’introduzione di elementi aggiuntivi durante il corso di Cut a Door in the Wolf, i quali potrebbero includere il lavoro di altri artisti e designer, immagini, o oggetti privi d’autore.